Orchestra Aperta, Paolo Damiani, Daniele Roccato, Ambrogio Sparagna

Venerdì 25 settembre alla Casa del Jazz si terrà il concerto finale del progetto “Orchestra aperta, la conduzione chironomica”, una residenza che ha permesso a giovani musicisti di accedere al mondo della musica di ricerca e di potersi formare in questo ambito musicale e professionale, poco esplorato se confrontato con gli altri linguaggi musicali. Per la realizzazione del progetto, realizzato dalla Fondazione Musica per Roma con il sostegno del MiBACT e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, la Fondazione Musica per Roma ha selezionato 9 giovani musicisti Under 35 che saranno diretti in concerto da Paolo Damiani, Daniele Roccato e Ambrogio Sparagna.
Così l’ideatore del progetto, il compositore, direttore d’orchestra, contrabbassista e violoncellista nonché per molti anni direttore del dipartimento jazz del Conservatorio di Musica Santa Cecilia Paolo Damiani illustra il tema centrale della residenza ovvero la “conduzione chironomica”: un’arte antichissima, una tecnica per significare i suoni e i silenzi attraverso le mani e i gesti. La musica che scaturisce si costruisce insieme all’ensemble, il conductor dirige senza spartito, non esiste un organico fisso con dei ruoli prestabiliti, il grado di improvvisazione è altissimo, non esiste la mediazione del foglio scritto e questo aiuta a scavare nell’inconscio alla ricerca della musica che ciascuno ha dentro. Il presupposto è che ognuno può essere compositore della propria musica, un creatore e non solo un interprete della musica altrui.
Oltre a Paolo Damiani hanno partecipato alla residenza e partecipano al concerto finale il contrabbassista e compositore Daniele Roccato e l’organettista, compositore e direttore dell’Orchestra Popolare Italiana Ambrogio Sparagna.
Il progetto era rivolto a strumentisti e cantanti interessati all’improvvisazione musicale, non solo ad orientamento jazz. Ed era quindi aperto a tutti: sapere improvvisare, infatti, non soltanto è utile in diversi contesti professionali ma risulta decisivo anche nell’interpretazione delle musiche appartenenti al patrimonio della musica cosiddetta classica, e di quella contemporanea. La residenza prevedeva la creazione collettiva di eventi fatti sia di materiali composti – dal docente e dagli iscritti – sia di percorsi più liberi, inventati e sperimentati insieme.
Le partiture grafiche utilizzano non soltanto la scrittura tradizionale ma anche simboli che il Direttore può utilizzare per orientare e comporre la musica. Sono stati scelte nel vasto repertorio gestuale codificato da Butch Morris e Walter Thompson: il primo ha teorizzato la conduction (neologismo nato dalla fusione di due termini, conductor e improvisation), una sorta di direzione improvvisata; il secondo il cosiddetto sound painting, più o meno simile alla conduction.
In questo fare, ciò che conta è la relazione con gli altri, il processo dell’improvvisare insieme a partire da materiali dati; interazione, intuito, accogliere gli eventi imprevisti e sviluppare l’immaginazione e la creatività: questi sono i valori da cercare e sviluppare. E ancora: il timbro, la densità, il silenzio, il rumore.